Il Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate è uno degli strumenti principali per chi possiede una Partita IVA.
Permette di gestire numerose operazioni collegate alla fatturazione elettronica, verificare i documenti transitati attraverso il Sistema di Interscambio, consultare le fatture emesse e ricevute, controllare l’imposta di bollo, utilizzare i servizi relativi ai corrispettivi telematici e accedere ad altre funzioni fiscali.
Il servizio è gratuito.
Per chi opera in regime forfettario, il portale è diventato ancora più importante dopo l’estensione generalizzata dell’obbligo di fatturazione elettronica: dal 1° gennaio 2024 anche i forfettari che fino al 2023 erano rimasti esclusi per effetto della soglia di 25.000 euro devono utilizzare la fattura elettronica nei casi previsti dalla normativa.
Ma dove si trovano concretamente le fatture?
Come si scarica un file XML?
Consultazione e conservazione sono la stessa cosa?
Come si controlla il bollo?
E cosa cambia nel 2026 per chi utilizza POS e registratore telematico?
Vediamo passo dopo passo come funziona Fatture e Corrispettivi e quali sezioni sono realmente utili.
Cos’è il Portale Fatture e Corrispettivi
Fatture e Corrispettivi è l’ambiente online dell’Agenzia delle Entrate dedicato principalmente alla gestione dei flussi relativi a:
- fatture elettroniche;
- Sistema di Interscambio;
- corrispettivi telematici;
- indirizzo telematico;
- conservazione elettronica;
- imposta di bollo;
- registratori telematici;
- alcune comunicazioni e adempimenti collegati.
Non bisogna però confondere il portale con il Sistema di Interscambio, o SdI.
Lo SdI è l’infrastruttura che riceve la fattura elettronica, effettua i controlli previsti e la recapita al destinatario oppure restituisce uno specifico esito.
Fatture e Corrispettivi è invece uno degli strumenti attraverso i quali il contribuente può interagire con questi dati e servizi.
L’Agenzia delle Entrate mette gratuitamente a disposizione degli operatori economici i propri servizi per la fatturazione elettronica.
A cosa serve Fatture e Corrispettivi?
Dal portale puoi svolgere diverse operazioni.
Tra le principali:
- creare una fattura elettronica;
- inviarla al Sistema di Interscambio;
- consultare fatture emesse e ricevute;
- scaricare i file XML disponibili;
- controllare ricevute ed esiti SdI;
- registrare l’indirizzo telematico scelto per la ricezione delle fatture;
- accedere al servizio di conservazione;
- controllare l’imposta di bollo;
- gestire i corrispettivi telematici;
- utilizzare le funzioni relative ai registratori telematici e, quando richiesto, ai collegamenti con gli strumenti di pagamento.
Non tutte queste funzioni servono a ogni contribuente.
Un libero professionista forfettario che emette dieci fatture al mese utilizzerà probabilmente il portale in modo molto diverso da un negozio con registratore telematico e numerosi corrispettivi giornalieri.
Come accedere a Fatture e Corrispettivi
Il servizio si trova nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
Per le persone fisiche l’accesso può normalmente avvenire tramite:
- SPID;
- CIE, Carta d’Identità Elettronica;
- CNS, Carta Nazionale dei Servizi.
Sono inoltre previste credenziali e modalità specifiche per determinate categorie di utenti professionali e soggetti abilitati. L’Agenzia indica Fatture e Corrispettivi tra i servizi accessibili dalla propria area riservata.
Una volta effettuato l’accesso, è importante verificare per quale soggetto si sta operando.
Questo passaggio è particolarmente importante se:
- rappresenti una società;
- sei incaricato di operare per un altro soggetto;
- possiedi più posizioni;
- utilizzi deleghe;
- sei un intermediario.
Entrare con il profilo sbagliato è una delle cause più frequenti per cui un utente pensa di aver “perso” una fattura che in realtà sta semplicemente cercando nella posizione fiscale errata.
Come vedere le fatture elettroniche ricevute
Una delle funzioni più utilizzate è la consultazione delle fatture elettroniche.
Dopo aver effettuato l’accesso a Fatture e Corrispettivi bisogna entrare nella sezione relativa alla consultazione dei documenti.
Da qui è possibile ricercare le fatture attraverso diversi parametri, come:
- periodo;
- fatture emesse o ricevute;
- identificativo del documento;
- soggetto;
- altri filtri disponibili nell’interfaccia.
Il portale permette quindi di verificare quali fatture risultano effettivamente transitate attraverso il Sistema di Interscambio.
Dal 2024 non serve più aderire preventivamente alla consultazione
Questa è una modifica importante.
Fino al 2024 il servizio di consultazione delle fatture elettroniche prevedeva un meccanismo di adesione.
Dal 20 marzo 2024 l’Agenzia delle Entrate ha modificato le condizioni del servizio e non è più necessario effettuare preventivamente l’adesione per consultare le fatture elettroniche.
Le fatture vengono rese disponibili nell’area riservata secondo i periodi stabiliti dal servizio.
In particolare, l’Agenzia ha chiarito che le fatture elettroniche sono disponibili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte dello SdI.
Questo rende il portale particolarmente utile quando devi recuperare un documento che non trovi più nel tuo software gestionale.
Come scaricare una fattura elettronica dall’Agenzia delle Entrate
Una volta individuata la fattura è possibile accedere al relativo dettaglio e utilizzare le funzioni messe a disposizione per recuperare il documento.
Il formato fiscalmente rilevante della fattura elettronica è XML.
Questo è importante perché molte persone conservano soltanto il PDF ricevuto dal proprio software.
Il PDF rappresenta normalmente una copia leggibile della fattura.
Il file XML, invece, contiene la struttura elettronica del documento trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio.
Per questo, quando devi recuperare la fattura elettronica originale, è il file XML che devi cercare.
Fattura XML e PDF sono la stessa cosa?
No.
È una distinzione fondamentale.
XML
È il documento elettronico strutturato che viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio.
È normalmente una rappresentazione grafica leggibile del contenuto della fattura.
Può essere molto utile per consultare rapidamente il documento o inviarlo al cliente, ma non sostituisce automaticamente il file elettronico originale.
L’Agenzia specifica che la fattura elettronica viene predisposta in un formato strutturato compatibile con le specifiche previste per la fatturazione elettronica.
Posso creare gratuitamente una fattura elettronica dal portale?
Sì.
Non sei obbligato ad acquistare un software privato soltanto per poter emettere una fattura elettronica.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione strumenti gratuiti per predisporre e trasmettere i documenti elettronici.
Questo può essere sufficiente soprattutto per:
- Partite IVA con poche fatture;
- professionisti con clienti ricorrenti;
- attività appena avviate;
- contribuenti che non hanno bisogno di automazioni.
Un software commerciale può invece diventare più comodo se devi gestire:
- molte fatture;
- preventivi;
- pagamenti;
- anagrafiche clienti;
- fatture ricorrenti;
- solleciti;
- statistiche;
- riconciliazione bancaria;
- magazzino.
La differenza quindi non è tra “metodo valido” e “metodo non valido”.
Entrambi possono essere utilizzati.
La differenza principale riguarda comodità e funzioni gestionali.
Come controllare se una fattura è stata inviata correttamente
Inviare il file non significa automaticamente che la fattura sia stata correttamente acquisita.
Lo SdI effettua infatti una serie di controlli e produce specifici esiti.
Per questo, dopo l’invio, è importante verificare lo stato della trasmissione.
Una fattura può, ad esempio:
essere consegnata
quando il processo di recapito va a buon fine;
non essere recapitata
pur essendo stata correttamente acquisita dal Sistema di Interscambio;
essere scartata
quando il file non supera i controlli previsti.
Questo ultimo caso è particolarmente importante.
Una fattura scartata dallo SdI deve essere distinta da una fattura correttamente emessa ma non recapitata al destinatario.
Il portale può quindi essere utilizzato anche per verificare ricevute ed esiti delle trasmissioni.
Come ricevere le fatture elettroniche
Le fatture possono essere recapitate attraverso l’indirizzo telematico associato alla Partita IVA.
Le modalità più comuni sono:
codice destinatario
oppure
PEC.
Nel portale è disponibile anche il servizio che permette di registrare preventivamente l’indirizzo telematico scelto per la ricezione.
Questa registrazione è particolarmente utile perché comunica allo SdI quale indirizzo utilizzare come riferimento per quella Partita IVA.
In pratica, se hai registrato correttamente un determinato codice destinatario, quello diventa il recapito telematico di riferimento anche quando un fornitore inserisce un indirizzo differente nella fattura, secondo le regole previste dal sistema.
Dove trovo le fatture se il fornitore ha sbagliato il codice destinatario?
È possibile che una fattura non arrivi nel gestionale utilizzato abitualmente ma risulti comunque correttamente transitata attraverso lo SdI.
In questi casi una delle prime verifiche da effettuare è proprio in Fatture e Corrispettivi.
Se il documento risulta correttamente emesso e messo a disposizione, può essere recuperato attraverso l’area di consultazione.
Questo è uno dei motivi per cui il portale dell’Agenzia rappresenta una sorta di punto di verifica ufficiale rispetto al solo software privato utilizzato per la fatturazione.
Consultazione e conservazione delle fatture sono la stessa cosa?
No.
È probabilmente uno degli errori più importanti da evitare.
Consultazione
Serve a visualizzare e recuperare le fatture che l’Agenzia mette a disposizione nell’area riservata.
Conservazione
Serve invece a garantire la conservazione elettronica dei documenti nel tempo secondo le regole applicabili.
Il fatto che una fattura sia visibile in Fatture e Corrispettivi non significa automaticamente che il semplice fatto di poterla consultare equivalga alla conservazione digitale del documento.
Sono due servizi distinti.
Se utilizzi il servizio gratuito di conservazione dell’Agenzia devi quindi verificare che sia stato correttamente attivato e che i documenti interessati risultino effettivamente presi in carico dal relativo servizio.
Quanto tempo rimangono disponibili le fatture?
Dal 20 marzo 2024 il servizio di consultazione permette di accedere alle fatture secondo il nuovo periodo previsto dall’Agenzia.
Le fatture elettroniche emesse attraverso lo SdI sono disponibili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui sono state ricevute dal Sistema di Interscambio.
Esempio:
una fattura transitata attraverso lo SdI nel 2025 può essere resa disponibile nel servizio di consultazione fino al 31 dicembre 2027, secondo le regole applicabili.
È quindi sbagliato utilizzare il portale come se fosse necessariamente un archivio permanente.
Anche per questo bisogna distinguere la semplice consultazione dalla conservazione elettronica.
Come funziona il bollo sulle fatture elettroniche
Fatture e Corrispettivi è molto utile anche per la gestione dell’imposta di bollo.
L’Agenzia analizza periodicamente le fatture elettroniche inviate tramite SdI e mette a disposizione due elenchi:
Elenco A
comprende le fatture nelle quali è già stato indicato l’assolvimento del bollo.
Elenco B
contiene le fatture per le quali, sulla base dei dati presenti nel documento, l’Agenzia ritiene che il bollo possa essere dovuto anche se non è stato indicato in fattura.
L’Elenco A non è modificabile.
L’Elenco B può invece essere modificato dal contribuente entro i termini previsti.
Questo permette, ad esempio, di eliminare una fattura dall’elenco quando si ritiene che non sussistano i presupposti per l’applicazione del bollo.
Quanto vale il bollo sulle fatture elettroniche?
L’imposta è normalmente pari a 2 euro per ciascuna fattura soggetta a bollo.
Per i contribuenti forfettari è un tema particolarmente frequente perché molte operazioni non sono soggette a IVA.
Il fatto di essere forfettario, tuttavia, non significa automaticamente applicare il bollo su qualunque fattura.
Bisogna verificare i presupposti previsti dalla normativa per la specifica operazione.
Nel file elettronico l’assolvimento del bollo viene indicato attraverso l’apposito campo previsto nel tracciato XML.
Come pagare il bollo da Fatture e Corrispettivi
Dopo l’elaborazione degli elenchi, l’Agenzia calcola l’importo dovuto e lo mette a disposizione all’interno del portale.
Il pagamento può essere effettuato anche attraverso l’apposita funzione indicando l’IBAN di un conto corrente intestato al contribuente, oppure tramite il modello F24 previsto.
Per il primo trimestre 2026, ad esempio, la scadenza ordinaria è stata il 1° giugno 2026, con possibilità di differimento nei casi in cui l’imposta dovuta rientri nelle soglie previste dalla normativa.
Questo rende Fatture e Corrispettivi utile non soltanto per emettere documenti ma anche per controllare eventuali omissioni relative al bollo.
Dove vedere i corrispettivi telematici
Il portale non riguarda soltanto le fatture.
Gli esercenti soggetti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi possono accedere alle relative funzioni all’interno di Fatture e Corrispettivi.
In questa area sono presenti servizi collegati, tra gli altri, a:
- registratori telematici;
- trasmissione dei corrispettivi;
- documento commerciale online;
- accreditamento e censimento dei dispositivi;
- consultazione delle informazioni trasmesse.
Le funzioni disponibili dipendono naturalmente dal tipo di attività svolta.
Un consulente che emette esclusivamente fatture potrebbe non utilizzare mai questa sezione.
Un negozio al dettaglio, invece, può utilizzarla frequentemente.
Posso inviare i corrispettivi senza registratore telematico?
L’Agenzia mette a disposizione anche la procedura web Documento commerciale online.
Questa può essere utilizzata, nei casi previsti, per memorizzare e trasmettere telematicamente i dati dell’operazione attraverso il servizio online.
Non deve però essere confusa con le procedure previste per gestire temporaneamente il guasto di un registratore telematico già installato.
Si tratta di situazioni differenti che seguono regole operative differenti.
Novità 2026: collegamento tra POS e registratore telematico
Nel 2026 il portale ha assunto un ruolo importante anche per un nuovo adempimento relativo agli strumenti di pagamento elettronico.
I soggetti interessati devono associare gli strumenti utilizzati per i pagamenti elettronici, come il POS, agli strumenti attraverso i quali vengono certificati i corrispettivi.
Per i POS già utilizzati a gennaio 2026, l’Agenzia aveva fissato al 20 aprile 2026 il termine per effettuare il collegamento.
Per strumenti attivati successivamente o quando cambiano i dati già registrati, il collegamento deve essere effettuato dal sesto giorno all’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione o variazione, secondo le istruzioni dell’Agenzia.
La procedura viene effettuata attraverso le apposite funzioni disponibili proprio nel portale Fatture e Corrispettivi.
Questa novità è particolarmente importante per commercianti ed esercenti che utilizzano:
POS + registratore telematico.
Fatture e Corrispettivi serve anche ai forfettari?
Sì.
Nel 2026 il portale è pienamente rilevante anche per chi applica il regime forfettario.
Dal 1° gennaio 2024 è infatti cessata l’esclusione temporanea dall’obbligo di fatturazione elettronica che era rimasta fino alla fine del 2023 per i contribuenti sotto la precedente soglia prevista.
Un forfettario può quindi utilizzare Fatture e Corrispettivi per:
- creare e trasmettere fatture elettroniche;
- scaricare documenti;
- verificare gli esiti SdI;
- consultare fatture ricevute;
- controllare il bollo;
- registrare l’indirizzo telematico;
- utilizzare il servizio di conservazione;
- gestire gli eventuali servizi relativi ai corrispettivi.
Questo non significa che debba necessariamente utilizzare il portale dell’Agenzia per emettere tutte le fatture.
Può tranquillamente servirsi anche di un software privato.
Devo usare per forza Fatture e Corrispettivi per emettere fatture?
No.
Il Portale dell’Agenzia rappresenta una delle possibilità.
Puoi predisporre la fattura elettronica anche attraverso:
- un software di fatturazione;
- un gestionale;
- un’app compatibile;
- il servizio del commercialista.
L’aspetto fondamentale è che il documento venga predisposto nel formato corretto e trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio, quando previsto.
Il portale dell’Agenzia rimane comunque estremamente utile come strumento di verifica.
Anche se utilizzi un software esterno, può capitare di accedere a Fatture e Corrispettivi per controllare ciò che risulta effettivamente acquisito dallo SdI.
Il commercialista può vedere le mie fatture?
Sì, nei limiti delle deleghe che gli sono state conferite.
Determinati servizi di Fatture e Corrispettivi possono essere utilizzati anche da intermediari delegati.
Ad esempio, per accedere alle informazioni relative al bollo sulle fatture elettroniche l’intermediario deve possedere una delega idonea al servizio di consultazione delle fatture elettroniche oppure ai dati rilevanti ai fini IVA.
Questo è importante soprattutto quando si cambia commercialista.
Non basta trasferire semplicemente i documenti.
È consigliabile verificare anche quali deleghe fiscali risultino ancora attive.
Fatture e Corrispettivi e Cassetto fiscale sono la stessa cosa?
No.
Anche se entrambi appartengono ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, hanno finalità differenti.
| Fatture e Corrispettivi | Cassetto fiscale |
|---|---|
| Fatture elettroniche | Dichiarazioni fiscali |
| Ricevute SdI | Versamenti |
| XML | Dati reddituali |
| Corrispettivi | Comunicazioni fiscali |
| Registratori telematici | Informazioni anagrafiche e tributarie |
| Bollo fatture elettroniche | Rimborsi e altri dati fiscali |
| Indirizzo telematico | Consultazione generale della posizione |
Se stai cercando una fattura elettronica, normalmente il punto di partenza è quindi Fatture e Corrispettivi.
Se devi controllare una dichiarazione dei redditi o un versamento fiscale, è più probabile che tu debba utilizzare il Cassetto fiscale o un altro servizio dell’area riservata.
Non trovo una fattura: cosa controllare?
Se una fattura non compare dove ti aspetti, controlla nell’ordine:
- di essere entrato con il profilo corretto;
- di aver selezionato il periodo giusto;
- se stai cercando tra fatture emesse o ricevute;
- lo stato dell’invio allo SdI;
- l’eventuale presenza di uno scarto;
- il codice fiscale o la Partita IVA utilizzati;
- il software attraverso il quale è stato effettuato l’invio;
- se il documento rientra ancora nel periodo disponibile per la consultazione.
È utile inoltre distinguere sempre tra:
“non vedo la fattura nel mio gestionale”
e
“la fattura non risulta allo SdI”.
Sono due situazioni completamente differenti.
Errori frequenti nell’uso di Fatture e Corrispettivi
Confondere il PDF con la fattura elettronica originale
Il PDF è normalmente una copia leggibile.
La fattura elettronica trasmessa allo SdI è il documento strutturato in formato XML.
Confondere consultazione e conservazione
Vedere una fattura nell’area riservata non equivale automaticamente ad averla conservata elettronicamente attraverso il relativo servizio.
Non verificare lo scarto
L’invio di un file non dimostra da solo che la fattura sia stata accettata dallo SdI.
Bisogna sempre controllare l’esito.
Non registrare l’indirizzo telematico
La registrazione può rendere più stabile la ricezione dei documenti e ridurre i problemi causati dall’utilizzo di recapiti differenti.
Cercare le fatture nel Cassetto fiscale
Per la gestione operativa delle fatture elettroniche il riferimento è normalmente Fatture e Corrispettivi.
Ignorare gli elenchi del bollo
L’Elenco B può evidenziare fatture sulle quali l’Agenzia ritiene che il bollo sia dovuto.
Ignorarlo può comportare successive richieste di pagamento.
Pensare che il portale serva solo per fatturare
Il servizio comprende anche consultazione, bollo, corrispettivi, indirizzi telematici e altre funzioni.
Fatture e Corrispettivi o software privato?
Non esiste una scelta corretta per tutti.
Il portale dell’Agenzia ha un grande vantaggio:
è gratuito.
Può quindi essere sufficiente per un professionista che:
- emette poche fatture;
- non ha bisogno di funzioni avanzate;
- gestisce autonomamente i documenti;
- vuole mantenere bassi i costi.
Un software privato può invece risultare più comodo quando servono:
- automazioni;
- dashboard;
- statistiche;
- gestione degli incassi;
- anagrafiche evolute;
- fatture ricorrenti;
- solleciti;
- preventivi;
- gestione documentale più intuitiva.
Le due soluzioni non sono necessariamente alternative.
È possibile utilizzare un gestionale per il lavoro quotidiano e Fatture e Corrispettivi come strumento di controllo ufficiale dei dati disponibili presso l’Agenzia.
Il portale sostituisce il commercialista?
No.
Fatture e Corrispettivi mette a disposizione strumenti tecnici per emettere, trasmettere e consultare documenti.
Non stabilisce automaticamente, ad esempio:
- quale regime fiscale devi utilizzare;
- quale aliquota applicare;
- quale natura IVA indicare;
- quando il bollo è dovuto nel tuo caso;
- quale codice utilizzare per una specifica operazione;
- come gestire operazioni con l’estero;
- quale trattamento fiscale applicare a casi particolari.
Il portale è quindi uno strumento operativo, non una consulenza fiscale.
Fatture e Corrispettivi: cosa ricordare nel 2026
Il Portale Fatture e Corrispettivi è molto più di un semplice programma gratuito per creare fatture.
Può essere utilizzato come punto centrale per controllare numerosi aspetti della fatturazione elettronica:
fattura → SdI → esito → consultazione → conservazione → bollo
e, per le attività interessate:
corrispettivo → registratore telematico → POS → trasmissione dei dati.
Dal 20 marzo 2024 la consultazione delle fatture elettroniche non richiede più l’adesione preventiva e i documenti vengono messi a disposizione secondo i nuovi termini stabiliti dall’Agenzia.
Nel 2026 il portale è inoltre utilizzato per gli adempimenti relativi all’associazione tra strumenti di pagamento elettronico e strumenti di certificazione dei corrispettivi.
Per un titolare di Partita IVA è quindi utile sapere accedere al portale anche quando la fatturazione quotidiana viene gestita attraverso un software esterno.
Domande frequenti
Fatture e Corrispettivi è gratuito?
Sì. L’Agenzia delle Entrate mette gratuitamente a disposizione degli operatori economici i propri servizi per la fatturazione elettronica.
Come si accede a Fatture e Corrispettivi?
Si accede attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate utilizzando le credenziali ammesse, tra cui SPID, CIE e CNS per le persone fisiche.
Posso fare una fattura direttamente dal portale?
Sì. L’Agenzia mette a disposizione strumenti gratuiti per predisporre e trasmettere la fattura elettronica attraverso il Sistema di Interscambio.
Dove posso vedere le fatture ricevute?
All’interno di Fatture e Corrispettivi, attraverso le funzioni di consultazione dedicate alle fatture elettroniche emesse e ricevute.
Devo aderire al servizio per vedere le fatture?
No. Dal 20 marzo 2024 non è più necessaria la precedente adesione al servizio di consultazione.
Quanto tempo rimangono visibili le fatture?
L’Agenzia indica che le fatture elettroniche sono disponibili per la consultazione fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui vengono ricevute dallo SdI.
Vedere la fattura nel portale significa che è conservata?
No. Consultazione e conservazione sono due funzioni differenti. È necessario verificare quale servizio di conservazione viene effettivamente utilizzato.
Posso scaricare l’XML?
Sì. Attraverso i servizi di consultazione è possibile recuperare i documenti elettronici messi a disposizione dall’Agenzia.
Posso pagare il bollo dal portale?
Sì. L’Agenzia mette a disposizione nel portale gli importi relativi al bollo e consente il pagamento anche mediante addebito sul conto corrente intestato al contribuente, oltre alle altre modalità previste.
Il portale serve anche ai forfettari?
Sì. Nel 2026 la fatturazione elettronica riguarda anche i contribuenti in regime forfettario nei casi previsti dalla normativa; l’esclusione temporanea per i contribuenti sotto i 25.000 euro è terminata il 31 dicembre 2023.
Fatture e Corrispettivi e SdI sono la stessa cosa?
No. Lo SdI è il sistema che gestisce il flusso delle fatture elettroniche. Fatture e Corrispettivi è il portale attraverso il quale il contribuente può utilizzare numerosi servizi collegati a quei flussi.
Nel 2026 devo collegare il POS al registratore telematico?
Per i soggetti interessati dalla nuova disciplina è prevista l’associazione tra strumenti di pagamento elettronico e strumenti di certificazione dei corrispettivi. Per i POS già in uso a gennaio 2026 il termine era il 20 aprile 2026; per le successive attivazioni o variazioni valgono le tempistiche previste dall’Agenzia.



